Pubblicato da: Abbie | dicembre 3, 2007

La SIAE diventa buona anche con il Copyleft e Creative Commons

La SIAE ha rilasciato un comunicato stampa:

Comunicato stampa
La Siae ha avviato un progetto pilota per il riconoscimento delle licenze con alcuni diritti riservati (tra cui le Creative Commons), in collaborazione con Free hardware foundation Italia.

La Siae intende studiare a fondo tutte le implicazioni delle licenze generali pubbliche di diritto d’autore con alcuni diritti riservati in uso nel settore musicale. Lo studio avviato dalla Siae prevede diverse fasi.

La prima è quella di approfondire e chiarire il concetto di uso commerciale, uso non commerciale e uso promozionale dell’opera.

La seconda fase prevederà la definizione delle modalità di distribuzione dell’opera (online o su supporto materiale) e le pubbliche esecuzioni (concerti, intrattenimenti e musica d’ambiente) consentite.

La terza fase è la più delicata e prevederà un confronto all’interno degli organi rappresentativi della base associativa della Siae per verificare la possibilità di gestire forme alternative al mandato generale che l’autore conferisce alla Siae per la gestione collettiva dei suoi diritti, che consenta maggiore libertà di scelta all’autore sulle modalità di diffusione della propria opera, ed approfondisca il tema dei relativi costi di gestione.

La quarta fase approfondirà gli strumenti tecnico informatici utilizzabili per assicurare la massima trasparenza ed informazione della titolarità dei diritti di utilizzazione economica dell’opera, al fine di consentire alle terze parti utilizzatrici di verificare la possibilità di uso legittimo dell’opera secondo le scelte dell’autore.

Nel far questo la Siae si avvarrà, tra l’altro, della collaborazione della Free Hardware Foundation e dello sportello Liberius che, attraverso l’utilizzo di sistemi aperti e collaborativi (wiki, liste di discussione), cercherà di coadiuvarla nell’implementazione del suo studio attraverso una consultazione pubblica e la partecipazione delle varie realtà dell’associazionismo digitale, dei consumatori e degli autori interessati alla materia.

La consultazione sarà realizzata attraverso gli strumenti del web collaborativo e una serie di incontri pubblici ad hoc. Il fine della consultazione e della partecipazione sarà quello di studiare uno schema che possa essere condiviso da parte degli attori interessati, nel rispetto deI dirittI degli autori e degli utilizzatori delle opere.

Quindi dichiara di aver iniziato un lavoro di collaborazione con la Free Software fondation per discutere sul Copyleft e sulle Creative Commons (argomenti che verranno trattati al più presto).

 

Si vuole dare, quindi, uno schema con delle linee ben definite e precise. Ormai la SIAE, spinta anche dagli stessi editori e scrittori che vivono grazie ad essa, deve adattarsi alla realtà e alle nuove frontiere e favorire la diffusione delle idee, delle opere e del sapere che non può fermarsi per dei semplici diritti d’autore.

 

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